Tecnici e psicopatologia

Il padre la svegliava presto, alle 5 del mattino. Anche se riluttante, bambina, lo seguiva al magazzino dell’esercito dove egli faceva l’operaio. Da li’ le mostrava le parate militari. Restava ammaliata dalle marce, dai passi imperiosi e cadenzati. Passava interi pomeriggi nella sua stanzetta, a casa, ad imitarli. Dava ordini imperativi alle bambole di pezza. Il dito alzato , la mano ammonitrice. Cosi’ passava la sua infanzia. Fin quando adolescente fu invasa ┬áda un misticismo zelante. Si sentiva Giovanna D’arco, eroina combattiva. Non le piaceva pero’ l’idea di essere bruciata. Continuava comunque ad esercitarsi al passo marziale, nonostante in momenti di decadenza si sforzasse di sentire al femminile. Tutto comunque si esauriva in breve. Cominciava intanto l’attrazione per i romanzi di Dumas. Paladina, spadaccina, una intensa passione per D’artagnan, in lui si raffigurava. Vestiva e veste ancora con svolazzi, lunghi foulards pendenti dal collo, grandi colletti bianchi barocchi a risvolto sulle giacche, associati al suo passo deciso e scandito a pestar il pavimento.

Ora al potere,seguita non piu’da uno stuolo di studenti ma da un codazzo di guardie del corpo, giornalisti, collaboratori/apostoli, mescola tutti i ricordi, mistici e marziali. Si crede Gesu’ con la sua indispensabilita’ per l’umano. Credera’ di poter camminare sulle acque. Nonostante cio’ non riesce a dissimulare bene il suo sadismo. Si immagina vestita di pelle nera attillata, con in mano un frustino, arcigna, a punire il popolo ozioso, privilegiato. Quello che ne approfitta delle pause per tirare un respiro, quello che ambisce ad un lavoro stabile, non flessibile, senza licenziamenti facili ad arbitrio, quello che aveva sperato in un riposo non da miseri ed infelici alla merce’ dell’Alzheimer. E gode, ah come gode! Finge , con un sorrisetto stirato, che risalta la voglia punitiva delle sue rughe, un interesse per i giovani.

Lasciate pure che i giovani vadano a lei. Sapranno loro cosa farle!

Ciro Gallo